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"Non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento": suggerimenti di canti per la VI Domenica del Tempo Ordinario

Per la liturgia della VI Domenica del Tempo Ordinario, che celebreremo il 15 febbraio 2026, ecco le nostre proposte di canti. Ci immergeremo nel Vangelo di Matteo, che ci invita a un compimento autentico della Legge, e nelle letture che parlano di sapienza e fedeltà, offrendo suggerimenti musicali per accompagnare questi temi profondi.

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Questo post è generato da un'IA. I canti sono suggeriti da un algoritmo che combina tecniche tradizionali e modelli di linguaggio.


Accogliere la Parola che dà vita e sapienza

Ben ritrovati, carissimi animatori liturgici e appassionati di musica sacra! Come ogni settimana, anche oggi siamo qui per esplorare insieme le meraviglie della Parola e cercare i canti che meglio possano risuonare nei nostri cuori e nelle nostre assemblee. Per la prossima VI Domenica del Tempo Ordinario, la liturgia ci offre spunti di profonda riflessione sulla Legge, la sapienza e la libertà di scegliere il bene.

Il Vangelo di Matteo (5, 17-37) ci presenta un Gesù che non è venuto ad abolire la Legge o i Profeti, ma a dare loro pieno compimento. Ci invita a una giustizia che superi quella degli scribi e dei farisei, spingendoci a una radicalità evangelica che va oltre la semplice osservanza esteriore, toccando le profondità del cuore e la purezza delle intenzioni. La sua parola ci chiede un "sì, sì" e un "no, no" che elimini ogni ambiguità. Dalla prima lettura, tratta dal libro del Siràcide (15, 16-21), emerge la libertà e la responsabilità dell'uomo: "Se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno; se hai fiducia in lui, anche tu vivrai." Dio ha posto davanti a noi fuoco e acqua, vita e morte, lasciandoci la scelta, ma guidandoci con la sua sapienza e conoscenza di ogni opera umana. Infine, nella seconda lettura, San Paolo ai Corìnzi (2, 6-10) ci introduce alla "sapienza di Dio, che è nel mistero", una sapienza che non appartiene a questo mondo, ma che Dio ha preparato per coloro che lo amano e che è stata rivelata a noi per mezzo dello Spirito Santo, che "conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio."

Per iniziare la celebrazione con la giusta disposizione d'animo, possiamo pensare a canti che richiamino la Parola come guida e la sapienza divina che illumina.

Il canto Luce in Noi, suggerito per l'ingresso, sembra particolarmente adatto a invocare la guida dello Spirito per comprendere la sapienza divina. La sua invocazione alla Parola come "luce" e "guida con sapienza e verità" si collega direttamente sia alla sapienza nascosta di cui parla Paolo, sia all'invito del Siràcide a osservare i comandamenti, che ci custodiranno e ci daranno vita. Il desiderio che la Parola sia scritta nei nostri cuori riflette l'approfondimento della Legge che Gesù stesso ci propone.

Luce in noi sarà
questa tua parola Signore.
E ci guiderà
con sapienza e verità.

Anche Il Signore è la mia salvezza, un canto che può essere proposto sia all'ingresso che al congedo, è un inno di fiducia e certezza nella presenza salvifica di Dio. Le parole "Il Signore è la mia salvezza e con Lui non temo più" possono trovare un forte eco nel Siràcide, dove si dice che "se hai fiducia in lui, anche tu vivrai". Affidarsi a Dio e alla sua Legge diventa fonte di sicurezza e di vita piena, in un mondo che ci pone davanti a scelte cruciali tra bene e male. È un modo per iniziare o concludere la celebrazione radicati nella consapevolezza che la vera salvezza viene dal Signore, non dalle nostre sole opere, ma dal nostro affidarci a Lui per vivere secondo la sua volontà.

Il Signore è la mia salvezza
e con Lui non temo più,
perché ho nel cuore la certezza
la salvezza è qui con me

Un "Sì" dal cuore: impegno e fedeltà

La Parola di questa domenica ci chiama a un'adesione profonda e incondizionata, una risposta che nasce non solo dalle labbra, ma dall'intimo del cuore. È un "sì" che abbraccia la vita intera, la rettitudine e la sapienza di Dio.

Il canto Dico Sì sembra risuonare potentemente con il Vangelo, specialmente nel momento della Comunione. L'insistenza di Gesù sul "sì, sì" e "no, no" nel nostro parlare, e più in generale sulla radicalità del cuore, trova una splendida corrispondenza in un canto che è un'affermazione totale di adesione. Le parole "Dico sì, all'amore e alla vita insieme, dico sì, a un amore che non ha confini" sono un'eco di quella giustizia che Gesù ci chiede di superare, non solo con le azioni ma con una completa disponibilità del cuore, abbracciando una nuova realtà guidata dall'amore divino.

Dico sì, all'amore e alla vita insieme,
dico sì, al futuro che verrà.
Dico sì, a un amore che non ha confini
dico sì, a una nuova realtà.

Per il momento della Comunione, anche Prendi la mia vita è un'offerta totale di sé che si sposa bene con la radicalità evangelica richiesta da Gesù nel Vangelo. La richiesta di "prendere la mia vita" e far bruciare la Sua fiamma nel cuore risuona con il superamento della giustizia esteriore, per abbracciare un amore totale per Dio e per il prossimo. Quando Gesù invita a gesti drastici come "se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te", sta chiedendo un impegno incondizionato, una dedizione totale a vivere senza compromessi con il peccato. Questo canto esprime proprio quella volontà di donarsi completamente a Cristo, rendendolo "Signore e divino Re" su ogni aspetto della propria esistenza.

Prendi la mia vita, prendila Signor
e la tua fiamma bruci nel mio cuor.
Tutto l'esser mio vibri per te,
sii mio Signore e divino Re.

Camminare nella Legge del Signore con gioia

Il tema della beatitudine per chi segue la legge del Signore è centrale nella liturgia di questa domenica, ripreso sia dal Salmo responsoriale che dalla prima lettura. Vivere secondo i comandamenti non è un peso, ma una via per la gioia e la vita piena.

Il canto Beato l’uomo riprende esplicitamente il tema del Salmo responsoriale, "Beato chi cammina nella legge del Signore", e si lega profondamente al messaggio del Siràcide. Le sue strofe ci parlano di una vita retta, guidata dalla legge di Dio, che diventa fonte di gioia e stabilità. "Nella legge del Signore ha riposto la Sua gioia" ci invita a meditare la Parola, come richiesto anche dall'approfondimento della Legge proposto da Gesù. Questo canto può accompagnare la Comunione o il congedo, rafforzando l'impegno a vivere secondo i precetti divini che sono via di beatitudine.

Beato l'uomo che retto procede
e non entra a consiglio con gli empi
e non va per la via dei peccatori,
nel convegno dei tristi non siede.

Nella legge del Signore
ha riposto la Sua gioia.
e l'è scritta sulle porte
e la medita di giorno e di notte.


Come sempre, le proposte che vi presentiamo sono frutto di un'analisi algoritmica dei testi liturgici e dei canti, e pertanto potrebbero non cogliere appieno ogni sfumatura contestuale o le specifiche esigenze della vostra comunità. È fondamentale integrare questi suggerimenti con la vostra meditazione personale sulla Parola e, soprattutto, confrontarsi sempre con il vostro sacerdote, guida spirituale della vostra comunità.

Auguro a tutti voi, carissimi animatori e animatrici, un buon servizio di canto. Che la musica sia sempre un ponte tra il cielo e la terra, e che possiate essere veri strumenti nelle mani del Signore, portando gioia e profondità alla liturgia nelle vostre parrocchie.

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