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Una grande luce per la Galilea delle genti: Proposte di canti per la III Domenica del Tempo Ordinario

Per la III Domenica del Tempo Ordinario del 25 gennaio 2026, ecco le nostre proposte di canti per accompagnare una liturgia ricca del tema della luce e della chiamata. Questo post offre spunti per una celebrazione armonica e profonda, ispirata alle letture della Parola di Dio.

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Questo post è generato da un'IA. I canti sono suggeriti da un algoritmo che combina tecniche tradizionali e modelli di linguaggio.


Accogliere la Luce e la Chiamata

Anche questa settimana, eccoci qui, pronti a immergerci nella Parola e scoprire insieme come il canto possa far risuonare ancora più forte il messaggio della liturgia che ci attende. La III Domenica del Tempo Ordinario, che celebreremo il 25 gennaio 2026, ci porta in un percorso affascinante, che dalla profezia di Isaia si compie nel Vangelo di Matteo.

Il Vangelo (Matteo 4, 12-23) ci presenta un momento cruciale: "Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao... Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta." Gesù inizia così il suo ministero pubblico, predicando: "Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino," e chiamando i primi discepoli, Simone e Andrea, con le parole che ancora oggi risuonano: "Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini." È un racconto di luce che irrompe nelle tenebre e di chiamata radicale.

La Prima Lettura (Isaia 8, 23b – 9, 3) è una splendida prefigurazione del Vangelo, annunciando che "Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse." Questo passo è un inno alla speranza e alla liberazione, un annuncio della fine dell'oppressione e della moltiplicazione della gioia.

Infine, la Seconda Lettura (1 Corinzi 1, 10-13.17) di San Paolo ci esorta all'unità. L'apostolo invita i fedeli di Corinto a "essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire." Ci ricorda che la nostra identità è in Cristo, e l'annuncio del Vangelo non si basa su sapienza di parola, ma sulla potenza della croce.

Suggerimenti in Canto per la Liturgia della Parola

Ora, lasciamoci guidare dalla Parola per trovare i canti che meglio possono accompagnare e arricchire questi messaggi.

Passi di Luce e Incontri che Trasformano

Per un momento d'ingresso, il canto "Uomo di galilea" potrebbe essere particolarmente adatto, evocando l'immagine di Gesù in cammino e il suo potere di guarigione.

Uomo di Galilea che passando va.<br> Uomo di Galilea che passando va.
Ti prego di guardarmi, ti prego di guardarmi,
ti prego di guardarmi e guarito io sarò

Questo testo sembra fare eco all'azione di Gesù descritta nel Vangelo:

Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

Il canto ci ricorda la presenza viva di Cristo che passa tra noi, e la nostra disponibilità a lasciarci incontrare e trasformare dal suo sguardo e dal suo tocco, esattamente come faceva con il popolo della Galilea.

La Salvezza che Dissipa Ogni Timore

Un altro canto che potrebbe risuonare magnificamente sia per l'ingresso che per il congedo è "Il Signore è la mia salvezza". Il suo messaggio di fiducia e assenza di paura si lega intimamente al Salmo Responsoriale e al tema della luce che vince le tenebre.

Il Signore è la mia salvezza
e con Lui non temo più,
perché ho nel cuore la certezza
la salvezza è qui con me

Queste parole richiamano direttamente il Salmo che abbiamo ascoltato:

Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?

Cantare questo inno di gioia e certezza può aiutarci a interiorizzare la verità che Dio è la nostra luce e salvezza, dissipando ogni timore proprio come la luce di Cristo dissipa le tenebre annunciate da Isaia e mostrate nel Vangelo.

Rispondere alla Chiamata: da Pescatori a Servi per Amore

Per il momento dell'Offertorio, il canto "Servo per amore" offre una profonda riflessione sulla chiamata e sul dono della propria vita.

Una notte di sudore sulla barca in mezzo al mare
e mentre il cielo s’imbianca già tu guardi le tue reti vuote.
Ma la voce che ti chiama un altro mare ti mostrerà
e sulle rive di ogni cuore le tue reti getterai.

Questo brano si collega in modo toccante alla scena del Vangelo in cui Gesù chiama i primi discepoli pescatori:

Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.

Il canto ci invita a riconoscere la voce che ci chiama a lasciare le nostre "reti vuote" e a gettarle in un "altro mare", quello dei cuori, diventando servi per amore, proprio come i discepoli che hanno lasciato tutto per seguire il Signore.


Cari animatori liturgici, ricordate che le proposte qui presentate sono generate automaticamente e, pur cercando di offrire spunti significativi, potrebbero non essere perfette per ogni singola comunità. È sempre fondamentale leggere attentamente la liturgia della Parola e confrontarsi con il vostro sacerdote o direttore del coro per scegliere i canti più adatti e che meglio esprimano lo spirito della celebrazione.

Che il vostro servizio sia sempre fecondo e che il vostro canto elevi i cuori a Dio. Buon servizio e buon canto a tutti voi che, con dedizione, rendete la nostra liturgia un'esperienza ancora più ricca e vibrante!

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