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Gaudete! "Che cosa dobbiamo fare?" Proposte di Canti per la III Domenica di Avvento

Per la III Domenica di Avvento, Gaudete, che celebreremo il 14 dicembre 2025, questo post esplora le letture della liturgia. Offre spunti e suggerimenti di canti che risuonano con l'invito alla gioia e all'azione concreta, preparandoci all'incontro con il Signore che viene.

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Questo post è generato da un'IA. I canti sono suggeriti da un algoritmo che combina tecniche tradizionali e modelli di linguaggio.


Accogliere la Parola: un invito alla gioia e all'azione

Mentre i giorni di Avvento ci avvolgono con la loro atmosfera di attesa e speranza, eccoci nuovamente insieme per riflettere sulle letture della prossima liturgia e trovare i canti più adatti ad accompagnare la nostra preghiera. Questa III Domenica di Avvento, conosciuta anche come Domenica Gaudete, ci invita in modo speciale alla gioia, un'esultanza che nasce dalla consapevolezza della vicinanza del Signore.

Il Vangelo di Luca (3, 10-18) ci pone di fronte a Giovanni Battista e all'interrogativo che le folle, i pubblicani e i soldati gli rivolgono con urgenza: «Che cosa dobbiamo fare?». Questa domanda, così diretta e concreta, ci interpella profondamente. Giovanni non offre risposte complesse, ma indicazioni pratiche di giustizia e condivisione: dare a chi non ha, non esigere più del dovuto, non maltrattare. È un invito all'azione che prepara il cuore all'incontro con Colui che è "più forte", che battezzerà in Spirito Santo e fuoco, un'attesa che non è passiva, ma attiva e trasformante.

La Prima Lettura, dal profeta Sofonìa (3, 14-17), risuona con una gioia quasi incontenibile: «Rallègrati, figlia di Sion, grida di gioia, Israele, esulta e acclama con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme!». Ci viene ricordato che il Signore ha revocato la condanna, ha disperso il nemico, ed è presente in mezzo a noi come un "salvatore potente", pronto a gioire per noi e a rinnovarci con il suo amore. Un messaggio che toglie ogni timore e ci invita all'esultanza.

Anche la Seconda Lettura, dalla lettera di San Paolo ai Filippési (4, 4-7), rafforza questo tema centrale: «Siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. Il Signore è vicino!». L'apostolo ci esorta a non angustiarci per nulla, ma a presentare a Dio ogni nostra richiesta con preghiere, suppliche e ringraziamenti, confidando nella pace di Dio che custodirà i nostri cuori e le nostre menti. È un appello alla serenità e alla fiducia nella provvidenza divina.

Un canto di esultanza per il Signore che viene

Questa domenica, dunque, è un inno alla gioia e alla fiducia nel Signore che è vicino e opera in mezzo a noi. Le proposte di canti che seguono cercano di abbracciare questi temi, offrendo spunti per celebrare con il cuore la nostra fede.

Per accogliere questo vibrante invito alla letizia, il canto "Gioisci figlia di Sion" sembra essere particolarmente appropriato, magari per il canto di congedo, lasciando i fedeli con un messaggio di gioia e speranza che rispecchia perfettamente la Prima Lettura. Il testo riprende quasi letteralmente le parole del profeta:

Gioisci figlia di Sion, esulta Israele.
rallegrati con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme.

che risuonano con l'esortazione della liturgia:

Rallègrati, figlia di Sion, grida di gioia, Israele, esulta e acclama con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme!

Allo stesso modo, il brano "Rallegratevi" si propone come un'eco diretta dell'esortazione paolina. È un invito a vivere la gioia in ogni circostanza, ricordandoci la vicinanza del Signore.

Rallegratevi sempre nel Signore,
sulla terra risplenda la sua luce.
Siate lieti sempre nella prova:
il Signore è vicino.

Questo canto riprende in modo fedele il cuore della Seconda Lettura, dove San Paolo ci ricorda:

Fratelli, siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino!

Confidando nella Salvezza e mettendoci in cammino

Il tema della fiducia in Dio, nostra salvezza, è splendidamente espresso nel Salmo Responsoriale. Un canto che ne fa tesoro è "Dio è la mia salvezza". Le sue parole ci aiutano a proclamare questa certezza in unione con tutta l'assemblea:

Ecco Dio è la mia salvezza:
avrò fiducia non avrò timore,
perché mia forza e mio canto è il Signore,
egli è stato la mia salvezza.

Questo si lega indissolubilmente con il Salmo che cantiamo in risposta alla Parola:

Ecco, Dio è la mia salvezza;
io avrò fiducia, non avrò timore,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza.

Mentre ci prepariamo ad accogliere il Signore, il canto di ingresso "Camminiamo incontro al Signore" può aiutarci a esprimere il nostro atteggiamento di attesa attiva. Le sue parole ci spronano a un cammino consapevole e gioioso:

Camminiamo incontro al Signore
Cammiamo con gioia
Egli viene, non tarderà.
Egli viene, ci salverà

Questo senso di attesa e di preparazione si armonizza con l'intero tempo di Avvento e, in particolare, con l'esortazione di Giovanni Battista a "preparare la via" al Signore, come abbiamo ascoltato nel Vangelo.

L'offerta della vita e il rinnovamento del cuore

La domanda del Vangelo, "Che cosa dobbiamo fare?", ci spinge a una riflessione concreta sulla nostra vita e sul nostro modo di agire. Al momento dell'Offertorio, il canto "Antica, eterna danza" offre una bella meditazione su come le nostre gioie, le nostre fatiche e il nostro desiderio di cambiamento possano essere posti sull'altare, in un'offerta che va oltre il pane e il vino:

Con il pane e il vino Signore ti doniamo
le nostre gioie pure, le attese e le paure.
Frutti del lavoro e fede nel futuro,
la voglia di cambiare e di ricominciare.

Questo canto ci invita a trasformare la domanda di Giovanni Battista in un'azione liturgica, presentando a Dio non solo i doni materiali, ma il desiderio profondo di aderire alla sua volontà attraverso la carità e il rinnovamento interiore.

Infine, dopo aver ricevuto il Signore nella Comunione, il desiderio di un rinnovamento profondo e di vivere secondo la sua volontà può trovare espressione nel canto "Il tuo grande amore". È una preghiera per un cuore che si lascia modellare dall'amore divino:

Rinnova e cambia il mio cuor
Per la grazia che
Ho trovato in Te.
...
Voglio star con Te
Fare la Tua volontà
E sempre vivere
Col Tuo grande amore.

Questa aspirazione a "fare la Tua volontà" risponde in modo intimo e personale al "Che cosa dobbiamo fare?" del Vangelo, chiedendo la grazia di vivere concretamente l'amore di Cristo in ogni scelta quotidiana.


Le proposte che avete letto sono state generate automaticamente, e per quanto cerchino di essere in armonia con le letture, potrebbero non riflettere appieno le specificità o le esigenze della vostra comunità parrocchiale. È sempre consigliabile un attento confronto con il sacerdote e una meditazione personale sui testi liturgici, per scegliere i canti che meglio esprimano la fede e la spiritualità del momento.

Cari animatori liturgici, che il vostro servizio di buon canto possa accompagnare con gioia e profondità la celebrazione eucaristica di questa III Domenica di Avvento. Che le vostre voci siano strumento per innalzare il cuore dell'assemblea al Signore che viene!

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